Come perdonare davvero: la tecnica delle 3 lettere

Come perdonare davvero e ritrovare te stesso.

Perché dovresti perdonare? Quella persona si merita di essere perdonata? Cosa ne ricavi da perdonare colui o colei che ti ha fatto quel torto? Certe persone non vogliono e non meritano il perDONO! Ecco … ognuna di queste affermazioni ha un errore di base!

Il perDONO, un percorso di consapevolezza e liberazione.

“Colui che non riesce a perdonare agli altri, rompe il ponte su cui lui stesso deve passare.”
Confucio

Pensi davvero che il vero “destinatario” del perDONO sia la persona che ti ha fatto il torto?
Non è così, proseguendo nella lettura vedrai come le tue convinzioni sul perDONO siano da rivedere per poter davvero beneficiare di questo potente strumento di crescita ed evoluzione.

Perdonare, ma perdonare per davvero, non ha nulla a che vedere con un’azione passiva, come ad esempio è comunemente interpretata la famosa frase “porgere l’altra guancia”.

Prima di tutto perdonare è un percorso che richiede consapevolezza, è quindi necessario il giusto tempo per poter per-donare davvero.

In secondo luogo è necessario operare un vero e proprio cambio di prospettiva quando si affronta un percorso come quello del perDONO. Per poterlo vivere e poterne apprezzare i benefici è importante considerare che il perDONO non è un qualcosa che stai facendo “a” o “per” qualcun altro, bensì è un dono che fai a te stesso.

Spesso quando si subisce un torto o un’azione che ci fa del male, che ci fa provare dolore, rabbia, angoscia e paura si soffre due volte: la prima volta è quando subiamo l’azione, l’altra dura molto più a lungo e dipende solo da noi e dalla nostra capacità di “lasciar andare”.

Infatti quando i sentimenti negativi rimangono incagliati nella mente e nel cuore portano via energie, forza, motivazione, voglia di fare e talvolta purtroppo anche la gioia di vivere. Capisci quindi che perdonare è necessario e vitale, lo devi prima di tutto a te stesso e solo dopo a tutti gli altri.

Diciamo “tutti” e non la persona che ha commesso l’azione in causa per un motivo preciso, perché liberandoti da questi sentimenti potrai finalmente portare serenità, pace e gioia a tutti coloro che ti circondano.

Una volta instaurato il processo del perDONO sarai in grado di trasformare un momento doloroso, anche di forte sofferenza, in un’opportunità di crescita ed evoluzione.

Lasciati andare i sentimenti negativi, come rabbia, paura e sofferenza la tua energia, la chiarezza e la gioia fluiranno naturalmente. Penserai e agirai veramente libero da condizionamenti, da emozioni che ti accecano e ti bloccano a ogni passo o pensiero. Sarà come svegliarsi al mattino e dopo giorni di pioggia e cielo coperto, ritrovare un cielo limpido, azzurro e sereno. Potrai guardare l’orizzonte, osservare il panorama lontano e vicino.

Allo stesso modo, libero dalle pesantezze emotive, potrai decidere come agire in base a cosa il tuo cuore ti indica, senza rancore o risentimento. E infine potrai proseguire sulla tua strada, forte di un’esperienza che ti ha dato l’opportunità di conoscerti un po’ più profondamente di prima.

Questo è lo scopo del perdono, è una condizione attiva che ha come benefici:

  • maggior centratura su ciò che si vuole davvero, privi di catene emotive opprimenti…
  • questo ti consente di agire con fermezza, senza titubanze o rimpianti…
  • perché hai fatto chiarezza dentro di te…
  • e hai ottenuto una migliore connessione con la tua interiorità, con quello che desidera davvero il tuo cuore.

“Il perDONO è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza.”
Papa Francesco

Il perDONO non ha scopo “fuori” da noi, non possiamo controllare quanto accade in reazione al nostro perdono e non deve essere nostro interesse avere delle aspettative in merito. Per il semplice fatto che non possiamo pretendere di produrre un cambiamento in un altro essere vivente solo a causa di una nostra presa di coscienza, di un nostro moto interiore, per quanto importante e profonda possa essere.

Ma, anche se può essere considerato più un effetto collaterale che un beneficio, è pur vero che perdonare può essere un seme. Forse non crescerà mai nulla o forse impiegherà un bel po’ a crescere qualcosa, ma come tutto ciò che preserva il buono e il vero anche il perDONO, se vissuto con gioia e senza aspettative, può produrre davvero un piccolo bagliore di consapevolezza in chi ha commesso il torto nei nostri confronti. Ripetiamo però che non è e non deve essere lo scopo ultimo dell’atto di perdonare, il rischio è quello di non perdonare sul serio.

lascia andare i sentimenti negativi

Perdonare è complesso, ma non impossibile.

“Perdonare è, nel suo significato essenziale, il puro atto del donare. Per donare. Senza ulteriori fini, senza nessuna logica di opportunità o convenienza o altro desiderio che non sia la liberazione che il donare in questo modo genera.”
Daniel Lumera

Perdonare, sembra una parola facile, semplice eppure sappiamo bene che non lo è.
Ecco alcune delle perplessità che possono sorgere quando si pensa a “perdonare”.

Non riesco a dimenticare.

Forse hai sofferto troppo. Non puoi nemmeno considerare l’ipotesi di “dimenticare” quello che è successo, sarebbe una mancanza di rispetto nei tuoi confronti. Devi ricordare, perché quello che è successo non accada più e perché nessuno ti possa fare ancora tutto quel male!

Come abbiamo detto, il perDONO è un Percorso e necessita di tempo, ricerca e pratica.
Non si tratta di accettare passivamente quanto subito ed essere pronti a subire nuovamente le stesse situazioni. Tutt’altro!

È una condizione attiva che ti consente di:

  • lasciar andare il male e tutto ciò che comporta, rabbia, sofferenza, risentimento, dolore;
  • vedere con chiarezza, riflettere libero da condizionamenti e dunque decidere come affrontare concretamente la situazione specifica senza buonismi o sensi di colpa ma anche senza rabbia, odio e sete di vendetta.

Pensare che “non si vuole” o “non si può” dimenticare in realtà è una scusa. Non si tratta di dimenticare, bensì di osservare quanto è successo e andare oltre, più forte e più consapevole di quello che vuoi per te stesso, libero.

Non devi pensare che perdonare sia una mancanza di rispetto nei tuoi confronti, perché se vuoi diventare più forte, se vuoi provare serenità e felicità, devi necessariamente lasciare andare tutto il male, lasciarlo allontanare e rinforzarti con la gioia, la serenità e la pace!
Solo in questo modo potrai davvero rispettare te stesso, quello che sei e che vuoi davvero! Potrai andare oltre e non ti importerà più di quello che ti è stato fatto, perchè penserai solo a quello che potrai fare di buono per te e chi ti sta vicino!

“Trattenere la rabbia e il rancore è come tenere in mano un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro: sei tu quello che viene bruciato.”
Buddha

Perdonare più di due volte.

Hai già perdonato, lo sai bene come funziona. Tu butti giù il rospo e speri che l’altra persona comprenda quanto tu tenga a lei dato che sei disposto a ingoiare questo boccone amaro. Ma … puntualmente di nuovo, vieni ferito e magari allo stesso modo. Questo oltre che rabbia e frustrazione, ti fa sentire male perché ti senti sciocco, forse umiliato e deluso.

Ecco, bisogna togliersi dalla testa che l’obiettivo del perdono sia “cambiare” l’altra persona, pensare che si accorga del mondo emotivo che si è smosso per perdonarla. Credere che il perdono sia funzionale al miglioramento di una relazione, perdonare solo perché ci sia aspetta che “domani andrà meglio!”.
No, domani non andrà meglio se il perdono è elargito per questi motivi!

Devi tenere sempre a mente che il destinatario del “perDONO” sei tu, sei tu che devi essere liberato da tutti i sentimenti negativi che oscurano il tuo cuore e i tuoi pensieri.

Liberandoti dall’attaccamento e dall’aspettativa non potrai ricevere delusioni, perché quello che a te importa non è “come l’altro agirà” a seguito del tuo perdono, ma “come tu agirai” libero da condizionamenti dovuti ai pensieri intorbiditi da sofferenza, rabbia e aspettative.

Il perDONO va accettato.

Ci sono alcune persone che “non meritano” o “non vogliono” il nostro perDONO, persone a cui non importa affatto del male commesso e che continuano tranquillamente ad agire non curanti del dolore che procurano.

Bene ora la cosa che devi sicuramente fare è, ancora una volta, lo sforzo di vedere il perDONO come un’azione rivolta a te stesso e non all’altro. A te non deve importare se l’altro vuole o no il tuo perDONO, se l’altro cambierà, se l’altro saprà o meno che tu l’hai perdonato. Se l’altra persona non dovesse mai venirlo a sapere … il perDONO “funzionerà” ugualmente!

Perché, non ci stanchiamo di ripeterlo, l’atto di perdonare agisce prima di tutto su di te, liberandoti da tutto quello che ti fa del male, tutti i sentimenti e i pensieri negativi, le aspettative, le convinzioni e i condizionamenti che ti limitano non solo nei pensieri, ma nell’esprimere tutte le tue potenzialità .

Vedrai come a mente fresca e libera, avrai maggior chiarezza e consapevolezza per fare ciò che è giusto “per te” e non per qualcun altro, famiglia, partner, amici o società.

esercizio delle tre lettere per il perdono

La tecnica delle 3 lettere.

“Perdonare significa aprire la porta per liberare qualcuno e realizzare che eri tu il prigioniero.”
Lewis B. Smedes

E ora un esercizio che ti consigliamo caldamente di svolgere se stai pensando di affrontare un “perDONO” che ti costa molto da un punto di vista emotivo e mentale.

È arrivato il momento di liberare tutte le tue energie intrappolate dai tuoi sentimenti negativi!
Sei pronto?

Si tratta della tecnica delle 3 lettere di Daniel Lumera, ti suggeriamo di svolgerlo in ogni sua parte anche quando ti sembra che non ci azzecchi del tutto con la tua situazione. Abbi fiducia, non ti costa nulla se non qualche minuto della tua vita e quei minuti possono davvero fare la differenza.

È anche probabile che tu abbia bisogno di ripeterlo, tienilo presente e non ti abbattere, vuoi forse eliminare mesi o anni di sofferenze con uno schiocco di dita?
Ma questa è un’occasione in cui puoi finalmente perdonare, perché non dovresti coglierla?

Avrai bisogno di tre fogli, una penna e un tempo in cui puoi stare tranquillo senza essere disturbato.

1. La lettera di accusa

  • Scrivi su un foglio il nome della persona che vuoi perdonare.
  • Inizia a scrivere “nome” ti perdono per… e prosegui così per tutte le cose che gli/le vuoi perdonare.
  • Scrivi proprio tutto apertamente, senza farti problemi, manifestando tutto quello che hai dentro con l’intenzione di liberarti completamente.

Una volta finito prenditi qualche minuto respirando profondamente.

2. La lettera della responsabilità

  • Prendi un altro foglio e scrivi tutte le tue mancanze verso questa persona.
  • Inizia a scrivere IO “il tuo nome” ti chiedo perdono per… e prosegui ammettendo tutti i tuoi errori/colpe.

Questa lettera serve a farti cambiare prospettiva e amplifica la tua consapevolezza rispetto ai ruoli di colpevole e vittima. Ti permette di assumere la responsabilità su ciò che provi, pensi e fai, senza aver bisogno di proiettare nulla sull’altra persona.

Più la scrivi onestamente e più andrai oltre il giudizio… ad esempio potresti comprendere che la persona ha agito inconsapevolmente o in una condizione di confusione, paura, rabbia.

3. La lettera della gratitudine

Ecco, siamo arrivati alla conclusione dell’esercizio!
Come sta andando?
Questa è la lettera che ti permette veramente di andare oltre la dualità colpevole e vittima. La colpa, la rabbia e il rancore si trasformano in gratitudine e la gratitudine è un sentimento davvero potentissimo.

  • Scrivi il “nome delle persona” e grazie per… e prosegui scrivendo tutte le cose per cui siamo grati.
  • Alla fine della lettera scrivi “nome della persona” ti amo così come sei.

Questa lettera ti consente di capire se hai integrato profondamente il processo del perDONO, e infatti non deve contenere accuse nemmeno velate e mentre scrivi devi provare solo gratitudine e amorevolezza.
Se senti ancora emozioni negative o ti ritrovi a scrivere “grazie per avermi fatto soffrire” allora significa dire che il perDONO non è completo. Quindi torna a lavorare sulle lettere precedenti finché non senti solo gratitudine.

Una volta finito prenditi minuto in silenzio, respirando profondamente, ascolta le tue sensazioni senza giudizio, lascia che ciò che è emerso possa lavorare spontaneamente dentro di te.

Se la persona è in vita spedisci questa lettera, se non è più in vita, puoi bruciarla con l’intenzione di farla arrivare al destinatario ovunque egli sia.

Se senti resistenze o ti rifiuti di inviarla, vuol dire che il perDONO non è stato ancora completato, non sei sceso in profondità, hai omesso o nascosto qualcosa. In questo caso riparti dall’inizio.

trova la forza di vivere il perdono

Conclusioni.

“Il perDONO non cambia il passato, ma di certo amplia il futuro.”
Paul Bausa

In questo articolo ti abbiamo parlato:

  • di quanto sia necessario il perDONO e non per l’altra persona, bensì per te e per il tuo bene;
  • delle difficoltà a perdonare e di come sia necessario liberarsi dai sentimenti negativi per tornare a pensare e agire liberi, in piena connessione con se stessi e ciò che si vuole;
  • ti abbiamo mostrato una tecnica potente per praticare il perDONO.

Bene, questo articolo è stato davvero complesso e bello da scrivere. Speriamo sinceramente che tu possa testare in prima persona la gioia di vivere il perDONO, di avvertire la forza che ne deriva e soprattutto che tu possa condividere la tua esperienza con gli altri e ispirare a tua volta a per-donare! 🙂

Che la Realizzazione sia con te! 🙂

Libri per approfondire

I 7 passi del Perdono – Daniel Lumera: Compralo sul Giardino dei libriCompralo su Amazon
Il perdono assoluto. Perdonare per crescere – Colin C. Tipping: Compralo sul Giardino dei libriCompralo su Amazon
ELP
Il Ponte per la tua Realizzazione Autentica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *