L’economia etica può cambiare il mondo.

l’economia etica può cambiare il mondo

Benvenuto sul nostro blog, se hai aperto questa pagina probabilmente ti ha incuriosito il termine “Economia Etica” e ne siamo felici.
Ogni giorno sentiamo notizie terribili di guerre, migrazioni in massa, centinaia e migliaia di persone che perdono il lavoro, inquinamento ambientale e tante tante altre notizie poco confortanti.

Non possiamo approfondire punto per punto e non vogliamo parlare di politica ma ci sono alcuni punti su cui vogliamo riflettere con te e che accomunano quanto elencato poco sopra.
Fondamentalmente tutto è connesso ai “soldi”.

  • Guerre fomentate per spartirsi le risorse dei paesi poveri.
  • Migrazioni dai paesi poveri a quelli occidentali, o dai paesi occidentali meno ricchi a paesi più ricchi.
  • La disoccupazione sempre più preoccupante che riguarda ampie fasce di popolazione.
  • Gravi danni all’ambiente dovuti alla noncuranza, o peggio causati dall’evasione dei protocolli di sicurezza per una famelica ricerca di risparmio.

In tutto questo c’è qualcosa di sbagliato e probabilmente ti chiederai:

“Sì, hai ragione, ma io cosa ci posso fare?”

Beh, in qualche modo tutti noi siamo vittime e causa di quello che ci avviene intorno, è inevitabile che sia così. Siamo tutti connessi in un modo o nell’altro ma prima di chiudere l’articolo e mandarci a quel paese continua a leggere, ti vogliamo spiegare cosa intendiamo.

l’economia etica è connessione

Che cos’é l’Economia Etica.

L’Economia Etica è, o dovrebbe essere, l’organizzazione delle risorse in un sistema economico che tuteli le persone, la collettività e le risorse stesse (il Pianeta).

ll problema principale dell’Economia di Mercato moderna basata sul Capitalismo è principalmente il suo dogma di base: La Crescita continua!

“Compriamo cose che non ci servono, con soldi che non abbiamo, per impressionare gente che non ci piace.”
Chuck Palahniuk

Dunque produrre di più spendendo sempre meno e guadagnare il più possibile, sempre incrementando i ricavi, questo è l’obiettivo.

Ma … possibile che gli attori fondamentali di questo sistema di Mercato non si pongano una domanda fondamentale:

“Quando le risorse finiranno (perché finiranno), che crescita si potrà avere?”

L’Overshoot Day è un simbolo di questa situazione drammatica.

Ogni anno la Global Footprint Network (associazione no profit che promuove la sostenibilità e la biocapacità) annuncia una data, il momento in cui l’impatto dell’uomo ha consumato tutte le risorse che il pianeta aveva prodotto in quell’anno.
Tutto ciò che la società umana consuma dopo quel giorno … è un debito con il nostro pianeta, che non verrà e non potrà mai essere risarcito.

Certo la tecnologia potrà aiutare ad andare avanti ancora per molto tempo ma … le risorse finiranno comunque.

Il finale della storia sembra già scritto, anche se non si può sapere con certezza matematica quanto tempo ci vorrà per arrivarci.

la trappola delle economie senza luogo

Le aziende “senza luogo” e le persone intrappolate.

Le aziende, soprattutto le multinazionali, hanno una possibilità incredibile. Pagare la manodopera in un paese e vendere il prodotto in un altro paese, in certi casi facendolo pagare quasi quanto uno stipendio di un operaio.

Di per sé non è “male” ma cosa succede?

Che le persone, a differenza delle multinazionali, non possono fare lo stesso ragionamento. Ovvero spostarsi liberamente e con semplicità da un’altra parte e ottenere uno stipendio migliore.

Certo le migrazioni sono una realtà ma la percentuale di persone che parte è di gran lunga minore di quella che resta. Quindi le persone sono “intrappolate” in una nazione senza la possibilità:

  • di trovare un lavoro migliore;
  • di contrattare uno stipendio migliore.

Stiamo parlando della delocalizzazione.

In pratica “l’Azienda Pluto” decide di spostare la produzione da un paese A dove il costo per produrre è 3, a un paese B dove il costo è 1.

Ma “l’Azienda Pluto” continua a venderlo a 5.
In questo modo oltre ad avere un guadagno di molto superiore incide negativamente sulla ricchezza della popolazione del paese A. Tutta la ricchezza in più va direttamente alle grandi aziende, e resta là.

Questa è la delocalizzazione in breve, che non è un male in sé per sé, lo diventa quando abbatte i sistemi economici di paesi interi.

Quando poi i cittadini vorrebbero (per necessità) spostarsi in paesi più ricchi e non gli è concesso o gli è impossibile, sono proprio come “in trappola”.

contribuire al benessere delle economie locali è importante

Le Economie Locali sono la salvezza.

Come si può ottenere un’inversione di rotta?

Le economie Locali, i piccoli negozi, le piccole aziende, gli artigiani e i professionisti di settore sono una ricchezza per ogni paese. Se le economie locali fiorissero nuovamente la liquidità di denaro tornerebbe a circolare dal basso, e arricchendo la base aumenterebbe necessariamente il benessere della nazione intera.

Non è semplice e nemmeno veloce ma è forse l’unica strada per evitare :

  • che l’economia capitalistica si mangi nazioni intere, acquisendo poteri che vanno oltre a quelli economici;
  • l’appiattimento culturale ed economico;
  • le “nuove schiavitù del lavoro” dove il gioco del ribasso non consente agli individui di avere una vita dignitosa.

Potrebbe sembrare addirittura semplicistico scritto in queste poche righe ma in realtà non è un processo né facile né veloce. Ma una cosa è certa, le economie locali devono rinnovarsi e sfruttare le immense potenzialità del marketing online.

Ma non solo, siamo noi stessi che dobbiamo cambiare mentalità se vogliamo davvero avere un impatto significativo e fare la differenza in questo mondo. Siamo tante piccole gocce e insieme riempiamo un oceano, se solo fossimo uniti potremmo orientare le “maree” del Mercato e renderlo strumento e non padrone.

insieme possiamo cambiare il mercato

La decrescita e un’economia vicina alla persona.

“L’abbondanza combinata con il «ciascuno per sé» produce miseria, mentre la condivisione, anche nella frugalità, produce la soddisfazione di tutti, cioè la gioia di vivere.”
Serge Latouche

Si è parlato tanto della De-crescita negli ultimi anni, altro non è che l’opposto dell’assunto dell’Economia Capitalista della crescita continua.

Come dice Latouche uno dei teorici più prolifici della Decrescita:

“La parola d’ordine della decrescita ha soprattutto lo scopo di sottolineare con forza la necessità dell’abbandono dell’obiettivo della crescita illimitata, obiettivo il cui motore è essenzialmente la ricerca del profitto da parte dei detentori del capitale, con conseguenze disastrose per l’ambiente e dunque per l’umanità.”

La decrescita è uno slogan che indica la necessità di “rallentare”. Vuol far riflettere sull’esigenza di iniziare a portare più consapevolezza sia nella produzione che nei consumi. Invita a smetterla di accumulare e a utilizzare consapevolmente i beni materiali che possediamo, e se non li utilizziamo donarli o riutilizzarli per fare in modo che gli sprechi siano al minimo.

La decrescita è una corrente di pensiero che mira a costruire nel tempo delle relazioni molto più equilibrate tra uomo e natura, promuove uno sviluppo e un progresso sostenibile non solo dal punto di vista economico ma anche sociale.

Quindi nell’ottica della Decrescita tutte quelle forme di abuso ambientale e del lavoro, di cui sentiamo purtroppo parlare praticamente ogni giorno, non solo sono sbagliate ma da osteggiare in modo pacifico e con pratiche di consumo consapevole.

Consumare meno, consumare meglio, consumare solo quanto ci è davvero utile.

Diventare consapevoli di quello che compriamo e riflettere su quello che è davvero importante è un passo essenziale per chi ha deciso di intraprendere un percorso di crescita personale a 360°.

fai scelte coerenti con un’economia etica

Consigli per praticare un’Economia Etica.

“Ma quindi mi state dicendo che devo diventare un monaco zen e votarmi al minimalismo?”

Assolutamente no, se non lo desideri non hai bisogno di approcciarti necessariamente al Minimalismo e nemmeno vivere in una casa spoglia e senza beni materiali. Non si tratta “di rinunciare” a qualcosa ma di imparare a godere di quello che già si ha e viverlo consapevolmente senza sprechi o acquisti compulsivi.

“In sostanza devo diventare vegetariano, mangiare tutto a km0 e bio! Ma io non ho mica tutti questi soldi!”

Non si tratta di fare una dieta specifica, e nemmeno scelte troppo radicali, solamente riflettere che in una visione d’insieme dei tuoi consumi la “qualità” è preferibile alla “quantità”, non solo da un punto di vista della salute ma anche dell’economia stessa.

Se ad esempio attualmente mangi carne ogni giorno, e sei costretto a comprare carne a buon prezzo proveniente da chissà dove, puoi valutare di sostituirla con alimenti ugualmente proteici alcune volte a settimana e magari acquistare la carne da una macelleria specializzata in prodotti locali allevati in modo sano.

Ecco alcuni consigli che potresti fare tuoi se ritieni che l’Economia Etica sia un buon punto di partenza per un sostanziale cambiamento della vita di tutti noi:

  • verificare se la tua alimentazione può essere migliorata nella qualità, se puoi ridurre la quantità di qualche prodotto a basso costo per prediligere prodotti locali pagandoli un po’ di più o addirittura risparmiando tramite i gruppi di acquisto;
  • scegliere prodotti di aziende equosolidali che a parità di prezzo, o con qualche centesimo in più, garantiscono un equo trattamento e retribuzione ai lavoratori;
  • prediligere aziende che investono nelle energie rinnovabili e nel rispetto di stretti protocolli di sicurezza ambientale;
  • valutare quanto si ha effettiva necessità di un nuovo apparecchio tecnologico, se è possibile utilizzare ancora quello vecchio, ripararlo o regalarlo a chi ha bisogno;
  • riciclare nel possibile gli scarti che produciamo;
  • regalare vestiti e scarpe che non si usano più;
  • decidere di non acquistare più alimenti e prodotti dal forte impatto ambientale e che oltre a ciò fanno male alla salute;
  • decidere di autoprodurre qualche alimento, come ad esempio marmellate, pane, sugo …

Questi sono alcuni consigli che puoi applicare da subito e senza necessariamente stravolgere la tua vita.

Consumando meno, e meglio, risparmierai e scoprirai quanto stress si nasconde nella rincorsa al consumo.

Conclusioni.

Riassumendo:

  • l’Economia Etica si riferisce all’organizzazione delle risorse in un sistema economico che tuteli le persone, la collettività e le risorse stesse (il Pianeta);
  • attualmente il sistema di mercato capitalistico pensa a produrre sempre di più a scapito di ambiente, persone e società, spostando le ricchezze da una parte all’altra del mondo lasciando poverissimi molti e fin troppo ricchi pochi;
  • le economie locali, con determinazione e costanza (e il nostro aiuto), possono dare una spinta al contrario e invertire la rotta;
  • cosa possiamo fare noi? fare scelte, acquisti e consumi consapevoli per dare un messaggio al sistema economico e condizionarlo verso un’Economia Etica.

Ricordiamoci che il Mercato esiste per noi Consumatori e non viceversa, noi possiamo mandare messaggi molto chiari al mercato su quello che vogliamo da lui!

Siamo tutti connessi in un modo nell’altro, ogni nostra azione comporta una reazione e noi possiamo scegliere consapevolmente di fare azioni che possano portare serenità, pace e prosperità. Facciamo tutti insieme un passo alla volta per costruire un mondo migliore.

Ci rileggiamo presto!

Libri per approfondire

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